PROFILO DELLE ATTIVITAĠ DI SURFISTI DURANTE LA COMPETIZIONE
a cura di Marco Caligaris medico sportivo - İ Is Benas Surf Club/Caligaris (2004) all rights reserved
INTRODUZIONE
LĠanalisi in tempo reale delle attivit sportive ha fornito informazioni molto interessanti sulla richiesta fisica relativa alla pratica agonistica nei diversi sport. Tali informazioni si sono rivelate utili per la stesura dei piani di allenamento e dei protocolli dei test in accordo con le caratteristiche dello sport preso in esame. Il surf uno sport molto popolare sia nellĠambito ricreativo che in quello agonistico. Generalmente i surfisti non seguono particolari programmi di allenamento (Rennecker, 1987), e per mantenere la loro condizione fisica ideale trascorrono dalle 2 alle 7 ore in acqua a fare surf per 5 giorni la settimana (Lowdon et al., 1987). Un surfista italiano, secondo una stima approssimativa, pu trascorrere una media di 168 ore in acqua a fare surf (calcolando una media di 4 mareggiate al mese, ed un minimo di 3,5 ore di surf per mareggiata), con un massimo di 350 ore per chi vive in Sardegna o in altre zone con mare pi consistente e pratica il surf in maniera pi assidua (Staffa, 2003). Ma per diverse ragioni (condizioni meteo marine avverse, distanze da percorrere per raggiungere gli spots, infortuni), la possibilit di fare surf non garantibile nel 100% dei casi. Sebbene la tecnica surfistica sia altamente specifica e la simulazione a secco appaia pressoch impossibile, attivit alternative che richiamino la struttura temporale dei movimenti caratteristici del surf possono aiutare i surfisti a mantenere il loro stato di fitness ideale durante i periodi in cui le condizioni meteo marine avverse non consentono la pratica della disciplina (Bishop, 2003).
TIME MOTION ANALYSIS (W Australia)
In letteratura non esistevano studi sullĠanalisi temporale delle heats di una gara di surf. Un lavoro simile venne effettuato da Meir et al. nel 1991 ma esclusivamente basato su sessioni di surf a scopo ricreativo e non competitivo. Bishop e Mendez nel 2003, con la collaborazione della ASP (association of surfing professional) e della Western Australia University, hanno realizzato la prima vera ?Time-motion analysis? di una competizione di surf del circuito professionistico, il Salomon Masters di Margaret River. Questo contest si svolge nella famosa localit dellĠAustralia Occidentale ed valevole per le qualificazioni (WQS, 6 stars) per il circuito pi prestigioso WCT. Hanno video registrato interamente con una telecamera digitale 42 heats su 127 per poi suddividere le varie attivit compiute dai surfisti in base alla durata totale delle heats (25 minuti). Ci ha consentito di osservare quanto, durante una heat, in media un surfista rema (paddling: 51,40%), staziona sulla tavola seduto o sdraiato (stationary: 42,49%), cavalca le onde (wave riding: 3,77%) e esegue attivit collaterali quali passare sotto i frangenti per superarli (duck diving), recuperare la tavola dopo una caduta ecc. (others: 2,48%).
Attivit svolte durante una heat competitiva di 25 minuti espressa come percentuale del tempo totale.
Media e deviazione standard.
P paddling. - S stationary. - WR wave riding. - O others.
(Salomon Masters WQS)
LĠosservazione della frequenza di esecuzione delle varie attivit fornisce interessanti informazioni utili per definire la cadenza con cui il surfista, durante una gara, alterna le fasi attive e quelle passive. Ci suggerisce la determinazione delle serie e dei tempi di recupero durante sessioni di allenamento che ricalcano il pi possibile quello che avviene durante la competizione (figura 2). Nella figura 2 sono espressi in media il numero dei periodi di paddling in relazione alla loro durata temporale. Ad esempio, come si nota nella figura 2, durante la gara svoltasi nella Western Australia i periodi di paddling pi numerosi durante una heat erano quelli che duravano da 0 a 20 secondi. Remate che durano pi di un minuto senza pause, durante la gara presa in esame si sono verificate molto raramente
Lo studio dei periodi relativi a ?stationary? ha prodotto un risultato quasi identico a quello ottenuto con lĠanalisi dei periodi di ?paddling?. Periodi di pausa molto lunghi si sono verificati molto raramente durante la gara australiana. Viceversa periodi molto brevi di recupero sono numericamente superiori durante una heat competitiva. Questo importante studio condotto dal Professore Bishop e dal suo allievo Mendez servito a determinare che durante una gara di surf da onda le fasi attive (paddling e wave riding) e quelle passive (stationary) durano pochi secondi se prese individualmente e si alternano molto frequentemente senza un ordine predefinito. A brevi ma intense fasi di paddling e wave riding corrispondono brevi fasi di recupero.
TIME MOTION ANALYSIS (SW Sardinia)
Parallelamente al lavoro eseguito dai due studiosi australiani, stato eseguito un altro studio simile in Sardegna durante una gara di surf da onda a inviti denominata "Quiksilver Sardinia Surf Invitational". Video ripresa in tempo reale di 10 surfisti (su 28 partecipanti totali) durante heats competitive della durata complessiva di 15 minuti ognuna mediante videocamera digitale montata su un treppiede e orientata verso il line-up alla distanza di circa 100 m. La posizione dellĠattrezzatura stata variata durante lo svolgimento della competizione per assicurare una costante visione ottimale del campo gara. Successivamente i filmati sono stati riprodotti mediante lĠutilizzo di un programma informatico capace di suddividere le immagini fotogramma per fotogramma. Cinque diverse attivit compiute dagli atleti durante le singole sfide, in relazione al tempo:
1. Remata controcorrente: la fase di superamento dei frangenti successiva alla cavalcata di unĠonda. Pi dura la cavalcata sullĠonda e maggiore risulta il tempo utile al surfista per riportarsi in posizione vantaggiosa per catturarne unĠaltra.
2. Remata normale: si tratta della fase in cui lĠatleta si sposta, parallelamente allĠorizzonte, lungo il campo gara per posizionarsi e catturare lĠonda.
3. Attesa seduto/disteso: la fase di recupero passivo, in genere successiva alla remata controcorrente, durante la quale il surfista studia le mosse dellĠavversario e rivolto verso lĠorizzonte osserva il punto di formazione delle onde.
4. Wave Riding: la fase pi spettacolare della gara. LĠatleta salta in piedi sulla tavola sfruttando la pendenza dellĠonda percorrendo la sua parete in senso trasversale eseguendo il maggior numero di evoluzioni.
5. Accelerazione per cattura onda: Il surfista deve accelerare la remata per precedere lĠavversario, per posizionarsi sotto al picco e pareggiare la sua velocit con quella dellĠonda. Il take off lĠazione pi importante di tutta la gara, determina il numero di onde che si catturano, la capacit dellĠatleta di accelerare il pi velocemente possibile dopo lĠimpegno della remata controcorrente e la capacit di saper interpretare il moto ondoso meglio degli avversari.
Sono stati calcolati i valori medi in percentuale del tempo totale della heat (15 minuti) di tutte e cinque le categorie di attivit . In oltre, per fare un confronto con la gara svoltasi in Australia, sono state accorpate le attivit relative a ?remata? (remata controcorrente, remata normale e take off) sotto una sola voce ?paddling? (figura 3b). La deviazione standard (inserita tra parentesi in percentuale) serve per osservare quanto i valori medi si discostano dal campione studiato. &Mac18 31% (11,69%) del tempo di ogni singola sfida: ?Remata Controcorrente? &Mac183; 27,69% (10,17%) del tempo di ogni singola sfida: ?Remata Normale? &Mac183; 33,86% (14,90%) del tempo di ogni singola sfida: ?Attesa Seduto/Prono? &Mac183; 4,65% (1,53%) del tempo di ogni singola sfida: ?Wave Riding? &Mac183; 2,67% (1,31%) del tempo di ogni singola sfida: ?Accelerazione Take Off? figura 3a. media e deviazione standard delle categorie di attivit svolte durante una gara di surf da onda in relazione alla percentuale del tempo totale corrispondente alla durata di una heat. (Quik Inv) &Mac18 61,48% (14,85%) paddling &Mac183; 33,86% (14,90%) restino &Mac183; 4,65% (1,53%) wave riding figura 3b.Attivit svolte durante una heat competitiva della durata di 15 minuti espresse in percentuale del tempo totale. Media e deviazione standard. (nella figura 3b le attivit di ?remata? sono state accorpate sotto un'unica voce ?paddling?). (Quik Inv) . Confronto tra attivit svolte durante heats competitive espresse in percentuale del tempo totale. Valori medi e deviazione standard. Nella figura 4 sono messi a confronto i due studi aventi come oggetto due gare di surf da onda molto differenti tra loro sia per la tipologia di onde sia per le caratteristiche dei partecipanti. Paradossalmente si nota come i valori ottenuti non si discostino tanto tra loro. Le attivit corrispondenti alla voce ?others? (duck dive e recupero tavola dopo una caduta ecc.) nei dati della gara sarda sono compresi tra le attivit di paddling. Ipotizzando di estrapolarli da tale voce risulterebbe ancora pi evidente la somiglianza dei dati messi a confronto.
Le differenze tra i due studi sono:
1. numerosit del campione studiato 10 (SW Sardinia); 42 (W Australia)
2. durata delle heats 15 minuti (SW Sardinia); 25 minuti (W Australia)
3. In Australia i surfisti partivano dalla spiaggia, in Sardegna il cronometro partiva dopo aver raggiunto il line-up 4. In Australia il surfista che raggiungeva il line-up per primo godeva del diritto di priorit sulla prima onda surfabile
DISCUSSIONE
LĠaspetto pi importante che si evince da questa ricerca risiede nella grande variabilit dei valori osservati per ogni attivit investigata. Questi risultati suggeriscono che le attivit svolte durante una gara di surf sono condizionate da fattori meteo-ambientali pi che da fattori intrinseci agli atleti e che quindi i surfisti dovrebbero essere preparati ad affrontare una grande variet di circostanze esterne. Come riportato precedentemente da Meir et al. (1991), tramite la ricerca sul surf a livello ricreativo, anche la maggior parte del tempo, durante surfing competitivo, speso a remare (paddling).
Nello studio svolto in Australia per circa il 51% del tempo totale i surfisti erano stati impegnati in attivit di paddling. In Sardegna i surfisti italiani hanno remato per circa il 60% del tempo totale . Meir et al. (1991) trovarono un valore leggermente inferiore (44% del tempo totale) durante 1 ora di free surfing. Come questi autori suggeriscono, questi dati percentuali possono subire grandi variazioni dovute a diversi fattori, che possono includere condizioni di surf inconsistente, distanza dalla take off area, tipo di frangente, vento off-on shore ecc. In oltre anche le decisioni tattiche prese dai surfisti e dai loro coaches possono influire sullĠammontare del tempo totale speso a remare. LĠintensit della remata non stata verificata in queste ricerche, ma lĠosservazione delle heats durante entrambe le competizioni fanno presagire che le tipologie di paddling siano realizzabili grazie a differenti livelli di intensit profusi dagli atleti.
Per esempio, i periodi di paddling della durata di pochi secondi (1Ġ-20?) sono stati numericamente maggiori perch relativi alle accelerazioni per la cattura delle onde, oltre che brevi e intensi; i periodi della durata di alcuni minuti (1min-3min) sono stati numericamente minori e associabili ai momenti in cui dopo lunghe cavalcate i surfisti dovevano riguadagnare il line-up fronteggiando i frangenti. Tali caratteristiche sono state riscontrate anche durante la gara australiana e durante il free surfing analizzato da Meir et al. Differenze sostanziali si sono verificate nella lunghezza delle cavalcate sulle onde, tra le analisi delle competizioni ed il free surfing.
Durante il free surfing (Meir et al. 1991) la percentuale del tempo totale (1 ora) speso a cavalcare le onde risult essere maggiore (Wave Riding 5%) rispetto a quello speso durante le due competizioni (Wave Riding 4% circa). Questa differenza da attribuirsi alla selezione delle onde che i surfisti intraprendono in gara. Infatti i giudici, per determinare il vincitore di una heat, in genere calcolano la somma delle migliori due o tre onde catturate dagli atleti, che perci risultano obbligati a utilizzare nel migliore dei modi il tempo a loro disposizione scegliendo volontariamente di non catturare onde che in situazioni di free surfing invece catturerebbero. UnĠaltra differenza sostanziale stata riscontrata nella lunghezza delle cavalcate (wave riding) durante le gare svoltesi in Sardegna e Australia rispetto ad altre due competizioni surfistiche analizzate da Lowdon et al nel 1996.
In Sardegna (83 cavalcate totali) ed in Australia (207 cavalcate totali) le cavalcate in media sono durate circa 10 secondi, mentre nello studio effettuato da Lowdon et al. nel 1996, sempre con atleti internazionali, i valori medi sono stati pi alti: 23,7 secondi e 23 secondi rispettivamente ottenuti mediante lĠosservazione di 241 e 265 cavalcate totali. Ci non dovuto alla differenza tecnica dei free surfers rispetto ai competitori, ma alla variazione dei criteri di giudizio che durante le gare favoriscono pi la radicalit delle manovre nella parte critica dellĠonda piuttosto che la durata totale della permanenza sullĠonda
Riferimenti
Bishop D, Mendez. Activity profile of world-class professional surfers during competition. The Western Australia University, 2003. &Mac183;
Caligaris M. Il modello di prestazione del surf. Tor Vergata University RM, 2003. &Mac183;
Lowdon BJ, Patrick J, Ross K. Manoeuvres used and judgesĠ scores in an international surfing contest. Summary Report. Australian Sports Commission, Belconnen, ACT, 1996. &Mac183;
Meir RA, Lowdon BJ, Davie AJ. Heart rates and estimated energy expenditure during recreational surfing. Aust J Sci Med Sport 1991; 23: 70-74. &Mac183;
Renneker M. Medical aspects of surfing. Physician Sportsmed 1987; 15: 96-105. &Mac18
Staffa A. "Start Surfing, iniziazione allĠarte del surf da onda". Is BenasSurf Books & Revoltmedia